Quanto inquinano realmente le stufe a legna

Spesso si parla dell’inquinamento derivante dai sistemi di riscaldamento e i consumi che questo produce.

Pensando ai moderni sistemi di riscaldamento domestico, in effetti, non si può non pensare alle emissioni sprigionate dalle stufe a gas butano o propano, ma anche alle onde elettromagnetiche emanate dai riscaldamenti elettrici.

Nel tentativo di limitare l’utilizzo di gas o di derivati del petrolio, per un periodo di tempo di è promosso l’utilizzo di stufe a legna, in quanto alimentate con una fonte rinnovabile.

Tuttavia, non serve essere esperti ecologisti per capire che la combustione del legno immette nell’atmosfera una quantità incredibilmente alta di composti organici dannosi all’ambiente, tra cui il particolato e il monossido di carbonio.

I fumi che provengono dalla legna bruciata e vengono emanati nell’ambiente domestico possono essere causa di problemi respiratori e cardiaci. Data la concentrazione di fuliggini e anidride carbonica, essere riscaldati da una stufa a legna può voler dire, potenzialmente, essere esposti alle stesse emissioni del traffico cittadino!

Come fare, dunque, per ridurre l’inquinamento proveniente da stufe a legna?

Usando alcuni accorgimenti: innanzitutto, non bisogna accendere la stufa con accendifuoco in pastiglie, che sono colmi di sostanze tossiche, ma si dovrebbe provare ad accendere il fuoco con un semplice fuoco vivo.

Vero è, che talvolta è problematico, poiché la legna non sempre arde efficacemente. È bene, quindi, optare per legna essiccata e che quindi si brucia facilmente. Questo ridurrà anche le emissioni di fumo. È opportuno, inoltre, evitare il sovraccarico di legna, poiché con minor presenza di aria, la legna brucia meno agevolmente.

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